Tempo di lettura: 2 minuti

Loading

I fondi sostenibili italiani reggono il colpo. Secondo il report sul primo trimestre dell’anno di AssogestioniAssociazione italiana delle società di gestione del risparmio – i fondi che utilizzano criteri ambientali, sociali e di corporate governance (ESG) per valutare gli investimenti o il loro impatto sociale hanno prodotto una raccolta netta di 1,6 miliardi di euro.

Un dato che è in linea con l’ultimo trimestre dell’anno precedente, la conferma della resilienza di questi fondi dopo un anno caratterizzato da mercati difficili sul fronte azionario come su quello obbligazionario e in particolare per le strategie ESG.

I fondi che promuovono “caratteristiche ambientali o sociali” e fondi aventi come obiettivo “investimenti sostenibili”, ai sensi, rispettivamente, degli articoli 8 e 9 del Regolamento (UE) 2019/2088 relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR) hanno raggiunto nel primo trimestre 2023 masse pari a 467 miliardi, cifra superiore rispetto alle masse del quarto trimestre 2022 (427 miliardi) e superiore anche rispetto ai 431 miliardi del primo trimestre 2022. In particolare, i fondi “light green” ossia che promuovono “caratteristiche ambientali o sociali” secondo l’art.8 della SFDR hanno superato i 438 miliardi, rappresentando il 94% dei fondi sostenibili. I fondi “dark green” (art.9) che seguono politiche di investimento più stringenti, invece, hanno superato i 28 miliardi (il 6%). 

Nel comparto ESG prevalgono i fondi di diritto estero: 1818 fondi che rappresentano l’82,8% dei prodotti. In avvio d’anno si è registrato un netto successo dei fondi sostenibili promossi da case italiane rispetto a quelli esteri. La raccolta netta dei gruppi di diritto italiano è stata pari a 991 milioni portando il patrimonio promosso a 100,5 miliardi.

Le società di gestione che si sono distinte, infine, in termini di raccolta complessiva del risparmio gestito nel trimestre sono: Gruppo Mediolanum con flussi netti pari a 840,2 milioni di euro e un patrimonio di 60,6 miliardi, seguito da Poste Italiane con 665,7 milioni e asset per 99,7 miliardi. Al terzo posto c’è Arca con 660,7 milioni e masse di 36 miliardi. Riscatti, invece, per Intesa Sanpaolo, che nel trimestre ha registrato deflussi per 3,6 miliardi circa, e Generali, con deflussi per 3,5 miliardi di euro.

Articoli correlati