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Denuncia all’FBI per informazioni fuorvianti al fine di raccogliere fondi per trivellazioni tra Namibia e Botswana

False dichiarazioni “sostenibili” con informazioni fuorvianti per gli investitori per raccogliere fondi per le trivellazioni. E’ un fenomeno ormai ricorrente, stavolta tocca alla compagnia petrolifera canadese Reconnaissance Energy Africa, accusata di aver prodotto informazioni fasulle per gli stakeholder: una denuncia inviata alla divisione criminalità dei colletti bianchi dell’FBI e depositata presso i regolatori finanziari statunitensi sostiene che la compagnia petrolifera canadese avrebbe reso informazioni fasulle sulla propria attività sostenibile per raccogliere fondi con l’obiettivo di finanziarie trivellazioni esplorative. 

In particolare, in una scheda informativa rivolta agli investitori, la compagnia canadese si è detta impegnata a ridurre a zero le emissioni di carbonio. ReconAfrica sta estraendo petrolio in una regione ecologicamente sensibile della Namibia, al confine con il Botswana. 

I suoi piani di trivellazione si trovano vicino al delta dell’Okavango, patrimonio mondiale dell’Unesco, una delle aree protette più grandi al mondo per la fauna selvatica in via di estinzione e un luogo culturalmente significativo per il popolo San. Nella stessa regione la compagnia ha avviato la realizzazione di nuovi pozzi petroliferi con gli esperti che si sono detti certi di una catastrofe ambientale, temendo per la sorte di oltre 130 mila elefanti

La denuncia di greenwashing a carico dell’azienda petrolifera canadese va nettamente in contrasto con i premi ESG esibiti negli ultimi anni.

ReconAfrica ha evidenziato le sue nomination e riconoscimenti per le migliori pratiche sostenibile tra cui un “ESG Leader Award” agli African Energy Awards nel 2021 e una nomination che riconosce la sua “responsabilità sociale d’impresa” presso l’Associazione dei negoziatori internazionali sull’energia (AIEN) nel 2023. 

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