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Studio Openpolis: l’occupazione per le donne con un figlio in Italia è al 62%, 14 punti in meno rispetto alla media Ue
La collocazione sul mercato del lavoro successiva alla maternità resta un problema non risolto in Italia. Dopo la gravidanza infatti almeno il 20% delle donne non trova più un’occupazione, secondo uno studio di Openpolis che non fa che confermare un pericoloso trend e lo scenario diventa sempre più preoccupante ed è più nero per le donne del centrosud. In ogni caso, vale per tutti il dato sull’occupazione femminile in Italia per le donne con un figlio, poco superiore al 62%, rispetto a quanto avviene in area Ue (76,2%) nel 2022. Un contesto ovviamente peggiorato dalla prospettiva di una nuova gravidanza per le lavoratrici. Insomma, si ripropone la sceneggiatura di una vecchia e dolorosa storia: fare figli significa spesso dover rinunciare alla dimensione professionale. Secondo l’analisi di Openpolis, “questa condizione viene influenzata dalla difficoltà delle famiglie nell’accedere ai servizi educativi specifici per la prima infanzia, sia per la carenza sul territorio che per il costo da sostenere che spesso risulta elevato”.
I dati
Sempre Openpolis entra nel dettaglio, analizzando la distanza tra Italia e area Ue che viene ingigantita da quella che c’è in diverse aree del nostro Paese. A livello nazionale, nel 2021 le donne con un lavoro nella fascia 25-49 anni sono state il 62,9%, che diventa oltre il 73% nella parte settentrionale dell’Italia, il 66,4% del centro e il 47% del Sud, dove trova occupazione una donna su due, anche meno.
I servizi
Servono servizi, è la vecchia ricetta, appunto, per consentire alle donne di potersi dedicare pienamente alla dimensione professionale: secondo l’indagine Openpolis, con riferimento agli asili nido, gli Stati membri Ue – e l’Italia ancora di più – devono impegnarsi a garantirli ad almeno il 33% di bambini under tre anni (target che riguarda la presenza sia di asili nido che di centri prima infanzia), e ad almeno il 90% dei bambini tra i 3 anni e l’età dell’obbligo scolastico.