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Retribuzione oraria lorda delle donne in media più bassa di oltre il 12% rispetto agli uomini

La fotografia del gender pay gap ancora presente nel mercato del lavoro europeo è stata scattata pochi giorni fa sul sito di Eurostat, con riferimento a dati pubblicati. Nel 2021, si legge, la retribuzione oraria lorda delle donne è stata in media inferiore del 12,7% a quella degli uomini nell’area Ue e del 13,6% nella zona Euro. Ma ci sono, all’interno di una situazione complessivamente deprimente, delle significative differenze: in Estonia per esempio il dato del gap è al 20,5%, mentre in Lussemburgo allo 0,2%. L’Italia, piccola consolazione, è tra i Paesi che fanno meno peggio sulla discrepanza in termini di salari: il gender pay gap è segnalato al 5%.

Il gap sul part time

L’analisi si sposta sull’occupazione a tempo parziale e il rapporto con la differenza di retribuzione. Nel 2021 il gap retributivo di genere per i lavoratori è passato dal -3,6% in Italia al 22,7% in Spagna: ossia, in Italia mediamente la retribuzione oraria lorda delle donne è superiore a quella degli uomini e rappresenta un elemento – si legge sempre sul sito Eurostat – dovuto a un errore di selezione: la motivazione di questo dato infatti è dovuta al fatto che le donne impegnate nel mercato del lavoro possono avere competenze e livelli di istruzione relativamente più alti rispetto agli uomini

Il Gap per i giovani

Lo studio Eurostat sul 2021 riferisce che il divario di retribuzione di genere è generalmente molto più basso per i nuovi entranti nel mercato del lavoro ma poi aumenta con l’età a causa delle interruzioni di carriera che potrebbero verificarsi nel percorso lavorativo al femminile. In Italia per gli under 25 anni il divario è attestato al 3%, che diventa il 4,9% nella fascia 25-34 anni e il 4,7% nella fascia 34-45 anni.

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