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Sui diritti civili c’è traccia nei programmi elettorali di Pd, Azione, M5S, assenti invece in quelli di Lega e FdI
Più tutele per le comunità lgbtqia+, oltre al contrasto alla violenza di genere e alle altre forme di discriminazioni. In Italia si discute da giorni sulla mancata firma da parte del governo sulla normativa dell’Ue sulla tutela dei diritti della comunità lgbt ed è uno dei temi della campagna elettorale che porterà al voto l’8 e il 9 giugno. Ma il tema è sentito dai partiti politici italiani? C’è qualcosa nel loro programma elettorale?
Il tema in realtà è assente. Si trova traccia di progetti per la tutela dei diritti civili solo in alcuni programmi, ovvero Pd, M5S e AVS. Insieme ad Azione e Forza Italia-Noi Moderati, PD e 5 stelle sono gli unici partiti della contesa ad aver pubblicato al momento il programma elettorale. La questione non è affrontata dagli altri partiti presenti alle Europee.
Non c’è traccia di indicazioni sui diritti civili nella campagna elettorale della Lega, dove lo slogan – sul sito ufficiale – è “più Italia, meno Europa” e non si parla di diritti civili neppure nel partito accreditato di più consensi in Italia, ossia Fratelli d’Italia; e c’è poco anche nella lista delle dieci priorità stabilite dalla coalizione di partiti sotto il cappello di Forza Italia – Noi Moderati. Mentre per la formazione politica Stati Uniti d’Europa, che vede andare assieme al voto Italia Viva di Matteo Renzi e Più Europa di Emma Bonino, si fa riferimento genericamente all’affermazione di un welfare universale.
Diverso è invece il discorso per quanto riguarda Azione. Nel programma del partito di Carlo Calenda si dettaglia il “Pnrr dedicato ai diritti sociali” e un “New Deal per l’uomo nell’era digitale”, oltre che a un “welfare 4.0”, che tenga dentro anche il sussidio di disoccupazione europeo.
I diritti civili compaiono nel programma del Partito democratico, dove si affrontano le questioni della trasparenza salariale di genere, parità salariale, contrasto alla violenza di genere, oltre alla definizione di un’Europa femminista con applicazione del principio di uguaglianza tra uomini e donne. Nel testo del Pd si propone anche il diritto all’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Ue e la definizione in sede Ue del reato di stupro, tema su cui non si è arrivati all’accordo nella prima normativa sulla violenza di genere.
Per Alleanza Verdi Sinistra, invece, – senza un testo ufficiale – in campagna elettorale si è discusso di lotta al sessismo, di tutela delle comunità lgbt e difesa del diritto all’aborto, mentre nel M5S si punta al rafforzamento delle norme su violenza di genere e domestica e l’abbattimento delle barriere per persone con disabilità in tutta Europa.