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Si chiama FEBA: dura sei mesi, obiettivo è sfruttare l’intelligenza artificiale
Sei mesi, rinnovabili, per iniziare a lavorare sull’eliminazione delle barriere architettoniche, sfruttando quello che offre la tecnologia più moderna, soprattutto l’intelligenza artificiale. Il segnale c’è ed è sicuramente importante: a fine luglio si è infatti insediato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il “Tavolo Tecnico” sui Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA). Il tavolo è stato istituito via decreto dei ministri Salvini e Locatelli (Disabilità). Il coordinatore è Mario Barbuto, presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, nel gruppo di lavoro sul tema ci sono gli ordini professionali degli ingegneri, architetti e geometri, insieme a tecnici di numerosi ministeri, Vigili del fuoco, rappresentanti di comuni e province d’Italia, conferenza Stato-Regioni e associazioni riguardo la disabilità.
PEBA
Sono uno strumento che dovrebbe essere presente in tutti i comuni italiani, con l’obiettivo di monitorare le barriere architettoniche sul territorio: il passaggio necessario poi alla programmazione della rimozione delle barriere.