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Il CSO dell’azienda: “Sul gender gap, le donne rappresentano il 60% di tutti i dipendenti del Gruppo”

Come pilastri d’azione, l’Agenda 2030 delle Nazioni – approvata nel 2015 dai 195 Paesi dell’Onu – contenente i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile e la Conferenza di Parigi sul clima, con il piano d’azione globale contro i cambiamenti climatici. Poi, la direttiva Omnibus sulla rendicontazione della sostenibilità che va interpretata come un’opportunità, piuttosto che un freno. Sono alcuni dei punti che Elena Dimichino, Chief Sustainability Officer di EssilorLuxottica, colosso mondiale del lusso – 200 mila dipendenti in 150 Paesi – analizza con SostenibileOggi

Il contesto geopolitico in corso è un ostacolo per raggiungere i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile e per centrare gli obiettivi della Conferenza di Parigi?

Siamo un Gruppo internazionale in continua evoluzione, che deve necessariamente considerare la situazione geopolitica attuale e le sue evoluzioni. Nonostante ciò, come azienda di riferimento del nostro settore e non solo, abbiamo costruito una strategia di sostenibilità chiara e che si concretizza nel programma che abbiamo chiamato Eyes on Planet, integrando aspetti sia ambientali sia sociali.

Nell’ambito di questa strategia, ci siamo posti obiettivi significativi in merito alla decarbonizzazione, che vogliamo raggiungere entro il 2030, con un focus sulla riduzione delle emissioni, non solo di Scope 1 e 2 – su cui abbiamo già fatto significativi progressi – ma anche di quelle di Scope 3, che coinvolgono la nostra catena di fornitura. Ridurre il nostro impatto ambientale è per noi una priorità, e siamo fermamente impegnati in questo processo.

La direttiva Omnibus sulla semplificazione della rendicontazione sulla sostenibilità è un freno?

Abbiamo appena pubblicato il report di sostenibilità di EssilorLuxottica, secondo le linee guida della CSRD. La direttiva Omnibus, mira a fare chiarezza più che a semplificare e in EssilorLuxottica ha stimolato un confronto su come applicare al meglio le nuove normative. La CSRD ha introdotto un cambiamento significativo, stabilendo standard europei molto definiti. Se consideriamo gli obblighi di rendicontazione solo come un adempimento normativo, rischiano di diventare un ostacolo. Tuttavia, se li guardiamo come un’opportunità per dare un quadro completo e trasparente della performance di sostenibilità, integrata con le informazioni finanziarie, allora anche l’esecuzione e lo sviluppo della strategia di sostenibilità ne beneficia.

Per noi, è fondamentale garantire la coerenza tra le azioni che intraprendiamo, i metodi con cui le misuriamo e come le comunichiamo. La rendicontazione deve essere vista come un percorso anche dalle PMI, la cui difficoltà sta nel dover comunicare per la prima volta la propria traiettoria di riduzione delle emissioni, un processo che richiede tempo, risorse e competenze specializzate.

In Italia e nell’Ue, il gender pay gap è ancora un problema radicato. Come pensa di colmarlo l’azienda?

Gli standard europei di rendicontazione della sostenibilità hanno reso necessaria la diffusione di un’ampia serie di informazioni, principalmente di natura narrativa e, in misura minore, di tipo quantitativo. Per la prima volta, EssilorLuxottica ha condotto un’analisi sul gender pay gap a livello globale, che ha mostrato una differenza mediana del 4% e una differenza media del 6% considerando le classificazioni dei dipendenti all’interno di ciascun Paese. Sebbene questi numeri non siano rilevanti, continuiamo a monitorare il tema e a implementare soluzioni. Gli strumenti che utilizziamo per affrontare il gender pay gap includono sessioni di formazione per sensibilizzare i team e i manager, e un continuo confronto interno. Le donne rappresentano il 60% di tutti i dipendenti del Gruppo, il 35% delle posizioni manageriali e dei ruoli di senior executive. Inoltre, promuoviamo programmi di mentoring e di sviluppo del talento per favorire una crescita professionale paritaria.

Come si valorizza al meglio il report di sostenibilità?

Il report di sostenibilità del 2024 è stato sviluppato in linea con le nuove richieste normative e si presenta con un approccio tecnico che include un profondo livello di dettaglio. Per rendere questo documento accessibile, organizzeremo attività di comunicazione interna rivolte ai dipendenti e ai clienti, per aiutarli a comprenderne il contenuto. In parallelo, stiamo lavorando a una comunicazione esterna che metta in risalto le migliori pratiche emerse dal report, raccontandole sotto forma di storie di sostenibilità. L’obiettivo è rendere fruibili elementi tecnici per facilitarne la comprensione e l’apprezzamento da parte di tutti i nostri stakeholder.

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