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Studio Eurochambres Women Network Survey: migliori risultati finanziari e pratiche ESG se c’è 30-40% di donne nei CdA

La diversità di genere che rappresenta una grande risorsa di business. Una chiave di successo di un’azienda, se valorizzata al meglio. In termini di strategie ESG, la chiave per raccogliere consenso da parte di investitori e consumatori, con riposizionamento aziendale capace di qualificare l’organizzazione in termini di rating e di appetibilità agli occhi degli investitori. 

Le donne potrebbero fornire un significativo contributo alla crescita del Pil europeo se venissero fornite loro pari opportunità rispetto ai colleghi uomini: una crescita potenziale stimata dall’Istituto europeo per l’uguaglianza (Eige) fino a 3,1 trilioni di euro entro il 2050.

Nonostante tutto questo, si tratta di un percorso in salita. Lo spiega lo Eurochambres Women Network Survey 2023: analisi approfondita su formazione, pari opportunità e pari retribuzione tra le principali richieste delle imprenditrici intervistate di 24 paesi dell’Unione europea. Il rapporto è stato presentato alla Camera dei deputati, qualche settimana fa. Tra le principali evidenze dell’Eurochambres Women Network Survey 2023, pubblicato a fine aprile, c’è l’indicazione che la priorità è avere le stesse opportunità e pari retribuzioni. Richiedono che vengano garantite concrete possibilità di accesso alla formazione, alla qualificazione professionale e a posizioni manageriali. Un passo importante per ridurre il gender gap, considerato che, in media, nel 2021 solo il 30,6% dei membri dei consigli di amministrazione delle maggiori società europee quotate in borsa era costituito da donne.

I vantaggi della presenza femminile nell’ambito degli organi di governo, è stato evidenziato, sono evidenti: quando la quota di donne nei CdA è compresa tra il 30 e il 40%, le aziende hanno maggiori probabilità di ottenere migliori risultati finanziari e rendimenti più elevati, oltre a migliori risultati ESG relativi ad ambiente e società. 

L’indagine esamina come le donne imprenditrici stanno reagendo alle sfide della nostra epoca, Dal dicembre 2002 al marzo 2023, sono state raccolte complessivamente 823 risposte che evidenziano la resilienza delle imprenditrici nell’affrontare le avversità e la capacità di accogliere i cambiamenti e le sfide in modo tempestivo e lungimirante. La riduzione del gender gap a livello professionale è indicato, tra l’altro, tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Onu nell’Agenda 2030: il quinto chiede di “raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment di tutte le donne e ragazze”, garantendo “alle donne la piena ed effettiva partecipazione e pari opportunità di leadership a tutti i livelli del processo decisionale nella vita politica, economica e pubblica”.
Il punto numero otto, dedicato al concetto di lavoro dignitoso, chiede inoltre che “entro il 2030, sia raggiunta la piena e produttiva occupazione e un lavoro dignitoso per tutte le donne e gli uomini, anche per i giovani e le persone con disabilità, e la parità di retribuzione per lavoro di pari valore”, mentre il decimo, destinato alle disuguaglianze, aggiunge l’ambizione di “potenziare e promuovere l’inclusione sociale, economica e politica di tutti, a prescindere da età, sesso, disabilità, razza, etnia, origine, religione, status economico o altro”.

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