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Dal governo spagnolo che corre sulle rinnovabili a quello britannico che non centrerà gli obiettivi sul clima entro il 2030

1 – Il governo spagnolo alza il tiro sulle rinnovabili: entro il 2030 l’obiettivo è arrivare a oltre l’80% del fabbisogno energetico del paese. Secondo le stime governative, la produzione di eolico, solare e altre tecnologie pulite arriverà all’81% dell’energia totale prodotta. Un balzo in avanti nella tabella di marcia: il totale delle rinnovabili era fissato al 74% come previsto dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) tre anni fa. 

2 – La foresta amazzonica come la savana africana. Nella foresta sudamericana, che si estende attraversando nove stati, durante i primi sei mesi dello scorso anno sono spariti quasi quattromila chilometri quadrati di verde. Ovvero, l’estensione di una media regione italiana. In questo hotspot di biodiversità vive il 10% di tutte le piante e gli animali conosciuti. In Amazzonia c’è il 20% di foreste in meno rispetto agli anni ‘70. E la quota di 150-200 miliardi di tonnellate di carbonio annuo stoccato presto non sarà più raggiunta. 

3 – BlackRock dice stop all’uso del termine Esg per i suoi investimenti. Il fondo americano (gestisce nove trilioni di dollari) corre così ai ripari, dopo aver perso circa quattro miliardi di dollari di asset a causa delle politiche verso la sostenibilità ambientale, sociale e di governance. La decisione del capo di BlackRock, Larry Fink, è una mossa per allontanare l’incubo recessione: negli Stati Uniti cresce ancora la fronda anti-Esg.

4 – Il governo britannico non raggiungerà gli obiettivi sul clima entro il 2030. Niente Net Zero, lo dice chiaramente il Comitato sui Cambiamenti Climatici (CCC), secondo cui i ministri dell’esecutivo di Rishi Sunak stanno ignorando le raccomandazioni volte alla sostenibilità ambientale e inoltre sarebbero troppo lenti ad agire, per esempio sul tasso di piantagione di alberi, sulla decarbonizzazione dell’industria pesante, sulle installazioni delle pompe di calore. 

5 – Dati Comieco, Ministero Ambiente e Nomisma: saranno investiti 128 milioni di euro sulla filiera cartaria. Si prevedono 22 nuovi impianti e 24 progetti di miglioramento e ampliamento di quelli esistenti. A questi, si aggiungono due nuovi progetti per il trattamento finale degli scarti. I progetti sono suddivisi tra 25 strutture nel Nord Italia, 18 nel Centro e 27 nel Sud Italia. Dovrebbero così essere trattate oltre 700 mila tonnellate di carta e cartone.

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