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Fitch: nel 60% delle aziende non si riferisce sul divario contributivo di genere

Europa leader assoluta per la presenza di donne nei CdA. Ma anche la tendenza delle aziende, in almeno sei casi su dieci, a non riferire sul gender pay gap, che invece è presente, nonostante sia indicato come elemento cardine nelle politiche aziendali orientate all’inclusione e all’equità di genere. Sono solo alcuni elementi emersi da uno studio di Fitch Sustainable

Nove dei primi dieci Paesi con la più alta percentuale di donne nei consigli di amministrazione si trovano in Europa. Solo la Cina è presente per l’Asia nella top ten. Dunque, le cifre confermano che il Vecchio Continente è sulla strada giusta verso il riequilibrio di genere sul posto di lavoro, con donne al 40% nelle aziende entro la fine del decennio. E contribuirà anche la CSRD che spinge le aziende ad adottare standard di rendicontazione sulla sostenibilità con informazioni anche sulla situazione contributiva nel rapporto di lavoro con i dipendenti. 

Sul divario contributivo

Il gender pay gap non viene comunicato dal 64% delle aziende interpellate da Fitch e, riguardo i dirigenti, lo rivela solo il 17%. Inoltre, le posizioni apicali, quelle meglio retribuite, sono quasi sempre a favore degli uomini e sono meno numerose le donne con ruoli ad alta retribuzione. Stesso discorso vale anche per le pensioni, di cui avevamo parlato in questo articolo precedente.

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