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La doppia materialità è il principio secondo cui un’azienda deve rendicontare la sostenibilità considerando due prospettive contemporaneamente: come i temi ambientali, sociali e di governance influenzano le sue performance finanziarie, e come le sue attività influenzano a loro volta l’ambiente e la società. È il criterio su cui si fonda la rendicontazione richiesta dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRDCSRD - Corporate Sustainability Reporting Directive La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) è una direttiva dell'Unione Europea che obbliga le aziende di grandi dimensioni a divulgare informazioni dettagliate sul loro impatto sociale e ambientale, promuovendo la trasparenza e la sostenibilità aziendale. Approfondisci) europea.
Le due dimensioni della materialità
Il termine nasce dall’unione di due prospettive distinte, che devono essere valutate insieme:
- Materialità finanziaria (prospettiva “outside-in”): riguarda il modo in cui fattori esterni, come rischi climatici fisici, cambi normativi o perdita di reputazione, possono incidere su ricavi, costi, accesso al credito e valore dell’azienda.
- Materialità d’impatto (prospettiva “inside-out”): riguarda gli effetti, positivi o negativi, che le attività, i prodotti e i servizi dell’azienda generano su persone e ambiente, lungo l’intera catena del valore, a monte e a valle.
Un tema è considerato materiale, e quindi da includere nella rendicontazione, se soddisfa almeno una delle due dimensioni. Non è quindi necessario che un argomento sia rilevante finanziariamente per doverlo comunicare: basta che l’azienda generi un impatto significativo su di esso.
Da dove nasce il concetto di doppia materialità
La doppia materialità è stata introdotta formalmente dalla Commissione Europea nel 2019, nelle Linee guida sulla rendicontazione non finanziaria legate alla precedente Non-Financial Reporting Directive (NFRD). Il concetto è stato poi reso obbligatorio e operativo dalla CSRD (Direttiva UE 2022/2464), attraverso gli standard europei di rendicontazione ESRS (European Sustainability Reporting Standards), elaborati da EFRAG. Negli ESRS i termini “materiale” e “materialità” si riferiscono, salvo diversa indicazione, sempre alla doppia materialità.
Come si conduce un’analisi di doppia materialità
Il processo si articola generalmente in alcune fasi:
- Comprensione del contesto: mappatura delle attività aziendali, delle relazioni commerciali e della catena del valore.
- Identificazione degli impatti e dei rischi: individuazione degli impatti reali e potenziali, positivi e negativi, sull’ambiente e sulla società, e dei rischi/opportunità finanziari legati ai temi ESGESG ESG è l'acronimo di Environmental, Social, and Governance, che si traduce in italiano come Ambientale, Sociale e Governance. Questi tre componenti sono utilizzati per valutare l'impatto sostenibile e le pratiche etiche di un'azienda o di un'organizzazione. Ecco una spiegazione... Approfondisci.
- Coinvolgimento degli stakeholder: interviste, questionari e tavoli tecnici con investitori, dipendenti, fornitori, comunità locali e autorità di regolazione, per verificare le priorità individuate.
- Valutazione e prioritizzazione: attribuzione di soglie di rilevanza ai temi identificati, spesso rappresentata attraverso una matrice di doppia materialità che incrocia le due dimensioni.
- Integrazione nella rendicontazione: collegamento dei temi materiali a indicatori (KPI ESG) misurabili e inclusione nel report di sostenibilità, che dal 2024 deve essere parte della relazione sulla gestione e non un documento separato.
Chi deve condurla e con quali soglie
Dopo l’entrata in vigore, il 18 marzo 2026, del pacchetto di semplificazione Omnibus I, il perimetro delle imprese obbligate alla rendicontazione CSRD si è ristretto. Gli obblighi diretti riguardano ora principalmente le grandi imprese europee ed extra-UE che superano soglie elevate di fatturato e numero di dipendenti. Le imprese sotto queste soglie, se si trovano nella catena di fornitura di un’azienda obbligata, possono comunque ricevere richieste di dati, ma solo in forma proporzionata: lo standard volontario VSME (Voluntary Standard for non-listed SMEs), elaborato da EFRAG, funge oggi da limite massimo alle richieste informative che i grandi committenti possono rivolgere ai fornitori di dimensioni minori.
Perché conviene farla anche senza obbligo diretto
Un’analisi di doppia materialità ben condotta non è solo un adempimento normativo. Aiuta a identificare in anticipo rischi ESG rilevanti per il business (dalla dipendenza da risorse naturali critiche alla vulnerabilità della filiera), a orientare la strategia su temi realmente prioritari invece che su iniziative dispersive, e a costruire una comunicazione di sostenibilità coerente e difendibile, riducendo il rischio di essere percepiti come greenwashingGreenwashing Il greenwashing è una pratica sempre più diffusa e criticata, in cui aziende e organizzazioni adottano una facciata di responsabilità ambientale, spesso per motivi di marketing, mentre le loro azioni reali possono essere in contrasto con i principi di... Approfondisci. Per le PMI che lavorano con grandi committenti obbligati alla CSRD, condurre un esercizio di materialità anche in forma semplificata, secondo lo standard VSME, è spesso condizione pratica per mantenere l’accesso a quelle filiere.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra materialità finanziaria e materialità d’impatto? La materialità finanziaria valuta come i temi ESG influenzano il valore economico dell’azienda; la materialità d’impatto valuta come le attività dell’azienda influenzano ambiente e società. Per essere rendicontato, un tema deve essere rilevante in almeno una delle due dimensioni.
Chi ha introdotto il principio della doppia materialità? La Commissione Europea lo ha descritto per la prima volta nel 2019 nelle linee guida sulla rendicontazione non finanziaria. È diventato obbligatorio con la CSRD e gli standard ESRS.
Le PMI sono obbligate a fare un’analisi di doppia materialità? Le PMI non quotate non sono generalmente soggette all’obbligo diretto CSRD dopo le semplificazioni dell’Omnibus I, ma possono adottare volontariamente lo standard semplificato VSME per rispondere alle richieste di dati dei grandi committenti.