![]()
Gli indicatori di economia circolareEconomia circolare L'economia circolare è un modello economico che promuove la riduzione degli sprechi e l'uso efficiente delle risorse attraverso il riutilizzo, la riparazione, il rinnovamento e il riciclaggio dei materiali e dei prodotti. Approfondisci permettono di capire se un’azienda sta realmente riducendo il consumo di risorse e mantenendo prodotti e materiali in uso più a lungo. La sola percentuale di raccolta differenziata non è sufficiente per descrivere la circolarità di un’organizzazione.
Per ottenere una valutazione utile occorre osservare materie prime, progettazione, durata dei prodotti, riparazione, riuso, sottoprodotti e destinazione finale dei rifiuti.
Cosa misurano gli indicatori di economia circolare
Un modello circolare cerca di ridurre l’estrazione di risorse vergini, prevenire i rifiuti e conservare il valore di prodotti e materiali. Gli indicatori devono quindi coprire le diverse fasi del ciclo di vita.
La guida di SostenibileOggi sull’economia circolare in azienda illustra come trasformare questi principi in interventi organizzativi e produttivi.
Indicatori relativi ai materiali
Il primo gruppo riguarda la quantità e la provenienza dei materiali impiegati. Le imprese possono misurare:
- quantità totale di materiali utilizzati;
- percentuale di materiale riciclato;
- quota di materie prime rinnovabili;
- utilizzo di materie prime seconde;
- intensità materiale per unità di prodotto;
- riduzione delle materie vergini rispetto all’anno base.
La percentuale di materiale riciclato deve essere accompagnata dai volumi assoluti. Un’azienda può migliorare la percentuale e contemporaneamente aumentare il consumo complessivo di risorse.
Prevenzione e gestione dei rifiuti
La quantità totale di rifiuti è un indicatore fondamentale, ma deve essere suddivisa per tipologia, pericolosità e destinazione. È importante distinguere prevenzione, riutilizzo, riciclo, recupero energetico e smaltimento.
Il riciclo interviene quando il rifiuto è già stato prodotto. La prevenzione, invece, evita che il materiale diventi rifiuto e si trova generalmente più in alto nella gerarchia europea.
Indicatori utili comprendono chilogrammi di rifiuti per unità prodotta, percentuale avviata a riuso, tasso di riciclo e quantità conferita in discarica.
Durata, riparabilità e riutilizzo dei prodotti
L’economia circolare riguarda anche il tempo durante il quale il prodotto conserva la propria funzione. Per beni durevoli possono essere misurati vita utile, disponibilità dei ricambi, tasso di riparazione e percentuale di componenti recuperabili.
In un modello basato sul servizio possono diventare rilevanti il numero medio di utilizzi, il tasso di restituzione e la percentuale di prodotti reimmessi sul mercato.
Come evitare indicatori fuorvianti
Un indicatore isolato può offrire una rappresentazione incompleta. Ridurre il peso di un imballaggio, per esempio, è positivo solo se non aumenta la perdita del prodotto contenuto o ne riduce eccessivamente la riciclabilità.
È inoltre necessario distinguere dati misurati e stime, chiarire il perimetro e mantenere coerente l’anno base. Gli indicatori devono essere collegati alle decisioni aziendali, non utilizzati soltanto nella comunicazione.
Il quadro europeo di monitoraggio
Il quadro di monitoraggio dell’economia circolare di Eurostat organizza gli indicatori europei in aree come produzione e consumo, gestione dei rifiuti, materie prime seconde, competitività e sostenibilità globale.
Le imprese possono utilizzare questo quadro come riferimento, adattandolo ai propri processi e prodotti. Non tutti gli indicatori nazionali o europei sono infatti direttamente applicabili a una singola organizzazione.
Domande frequenti sugli indicatori di economia circolare
La percentuale di riciclo misura la circolarità?
Ne misura solo una parte. Una valutazione completa considera anche prevenzione, quantità di materiali, riuso, durata e riparabilità.
Meglio usare indicatori assoluti o percentuali?
Servono entrambi. I valori assoluti mostrano l’impatto complessivo; quelli relativi permettono di confrontare produzioni e periodi differenti.
Quanti indicatori dovrebbe utilizzare un’azienda?
È preferibile selezionare pochi indicatori rilevanti e verificabili, collegati ai principali flussi di materiali e alle decisioni aziendali.