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Il carbonio incorporato comprende le emissioni generate per produrre, trasportare, costruire, mantenere e smaltire i materiali di un edificio. È distinto dalle emissioni operative, associate invece all’energia utilizzata durante il funzionamento.

Con il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, il peso relativo di materiali e costruzione diventa sempre più rilevante nella valutazione climatica del settore.

Che cos’è il carbonio incorporato

Il carbonio incorporato, indicato anche come embodied carbon, riguarda le emissioni associate al ciclo di vita dei materiali e dei componenti edilizi. Cemento, acciaio, vetro, isolanti, finiture e impianti hanno impatti differenti in base a materie prime, processi industriali e trasporti.

L’analisi non deve fermarsi alla costruzione iniziale. Sostituzioni, manutenzione, demolizione, trasporto dei rifiuti e trattamento finale possono contribuire al risultato complessivo.

Differenza tra carbonio incorporato ed emissioni operative

Le emissioni operative derivano da riscaldamento, raffrescamento, illuminazione e altri consumi durante l’utilizzo dell’edificio. Il carbonio incorporato viene invece generato soprattutto prima dell’uso e nei successivi interventi sul fabbricato.

L’articolo di SostenibileOggi sul green building approfondisce le caratteristiche dell’edilizia orientata alla riduzione degli impatti.

Come si calcola il carbonio incorporato

Il calcolo utilizza generalmente un’analisi del ciclo di vita dell’edificio. Le quantità di materiali vengono moltiplicate per fattori di emissione coerenti con prodotto, origine e fase considerata.

Le Environmental Product Declaration possono offrire dati verificati sui prodotti, ma devono essere confrontate con attenzione. Unità funzionale, durata, confini e scenari di fine vita possono infatti essere differenti.

Definire il perimetro

Il risultato deve specificare quali fasi siano comprese: produzione dei materiali, trasporto, cantiere, utilizzo, sostituzioni e fine vita. Confrontare dati basati su perimetri differenti porta a conclusioni errate.

Utilizzare quantità attendibili

Nelle prime fasi progettuali si possono impiegare stime; con l’avanzamento del progetto è necessario sostituirle con quantità più precise, dati di capitolato e informazioni dei fornitori.

Come ridurre il carbonio incorporato

Una delle strategie principali consiste nell’evitare nuove costruzioni quando è possibile riutilizzare o riqualificare strutture esistenti. Conservare elementi già presenti può evitare la produzione di grandi quantità di nuovi materiali.

  • riduzione delle quantità senza compromettere sicurezza e durata;
  • materiali a minore intensità emissiva;
  • contenuto riciclato documentato;
  • progettazione modulare e smontabile;
  • maggiore durata dei componenti;
  • riduzione degli scarti di cantiere;
  • approvvigionamenti più vicini quando effettivamente vantaggiosi.

Carbonio incorporato ed EPBD

La politica europea sugli edifici sta ampliando l’attenzione dalla sola energia utilizzata alla prestazione climatica lungo il ciclo di vita. La pagina della Commissione europea dedicata all’EPBD contiene il quadro aggiornato della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici.

Domande frequenti sul carbonio incorporato

Il carbonio incorporato riguarda solo i nuovi edifici?

No. Anche ristrutturazioni, sostituzioni e manutenzione generano emissioni incorporate.

Un materiale naturale ha sempre emissioni inferiori?

No. Bisogna considerare provenienza, lavorazione, durata, trasporto, prestazioni e fine vita.

Le EPD permettono sempre un confronto diretto?

No. Prima del confronto bisogna verificare unità funzionale, confini, scenari e regole di calcolo.

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