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La salute del suolo descrive la capacità del terreno di mantenere nel tempo le proprie funzioni biologiche, fisiche e chimiche. Non riguarda soltanto la fertilità agricola, ma anche la regolazione dell’acqua, lo stoccaggio del carbonio, la biodiversità e la resistenza all’erosione.
Per aziende agricole, imprese alimentari e operatori delle filiere, il degrado del suolo può trasformarsi in un rischio produttivo, economico e reputazionale.
Che cosa si intende per salute del suolo
Un suolo sano sostiene la produzione vegetale, ospita organismi, trattiene acqua e nutrienti e contribuisce alla regolazione del clima. Queste funzioni possono essere compromesse da erosione, compattazione, contaminazione, perdita di sostanza organica e salinizzazione.
L’approfondimento di SostenibileOggi sulla degradazione del suolo mostra perché il problema abbia conseguenze che vanno oltre il singolo appezzamento.
Perché la salute del suolo interessa le imprese
Le aziende agricole dipendono direttamente dalla capacità produttiva del terreno. Anche le imprese alimentari, tessili, cosmetiche e della distribuzione possono però essere esposte attraverso l’acquisto di materie prime agricole.
Il degrado può aumentare la variabilità delle rese, il bisogno di irrigazione e fertilizzanti e la vulnerabilità agli eventi meteorologici estremi. Nel medio periodo può incidere su prezzi, disponibilità delle materie prime e continuità delle forniture.
Quali indicatori utilizzare
Sostanza organica e carbonio
La sostanza organica contribuisce alla struttura del terreno, alla fertilità e alla capacità di trattenere acqua. La sua variazione deve essere valutata nel tempo con campionamenti coerenti per profondità, periodo e metodo.
Erosione e copertura del suolo
La presenza di terreno nudo, la pendenza e le pratiche agricole influenzano il rischio di erosione. Indicatori utili sono la percentuale di copertura, la perdita stimata di suolo e la presenza di fasce tampone.
Compattazione e infiltrazione
Un terreno compattato limita la crescita delle radici e l’assorbimento dell’acqua. Densità apparente, resistenza alla penetrazione e velocità di infiltrazione aiutano a monitorare il problema.
Biodiversità del suolo
Microrganismi e fauna del terreno svolgono funzioni fondamentali nella decomposizione e nel ciclo dei nutrienti. La biodiversità può essere analizzata attraverso indicatori biologici, da scegliere in funzione del contesto.
Come monitorare il suolo lungo la filiera
Un’impresa che acquista materie prime da molti produttori può suddividere le forniture per area geografica, coltura e rischio, definendo protocolli comuni e campioni rappresentativi.
I dati satellitari e i sistemi digitali possono integrare, ma non sostituire completamente, le analisi sul campo. È inoltre importante evitare confronti tra terreni con caratteristiche naturali molto differenti.
Quali pratiche possono migliorare la salute del suolo
Le misure possibili comprendono rotazioni, colture di copertura, riduzione delle lavorazioni, gestione della sostanza organica, fasce vegetate e minore permanenza del terreno nudo.
La pagina della Commissione europea dedicata alla salute del suolo raccoglie il quadro comunitario e le principali iniziative europee.
Domande frequenti sulla salute del suolo
Salute del suolo e fertilità sono sinonimi?
No. La fertilità riguarda la capacità di sostenere la produzione vegetale; la salute comprende anche acqua, biodiversità, carbonio e resistenza al degrado.
Un solo indicatore è sufficiente?
No. È necessario combinare proprietà fisiche, chimiche e biologiche, tenendo conto delle caratteristiche naturali del terreno.
La salute del suolo può entrare nei controlli di filiera?
Sì. Le imprese possono inserire indicatori e pratiche di gestione nei programmi rivolti ai fornitori agricoli.