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Green Wins | Buone notizie dal pianeta. Milano dà voce agli animali urbani: piccioni, rane e volpi entrano in Comune per partecipare alle decisioni sulla città
Nella sala del Consiglio comunale di Milano hanno preso posto piccioni, rane, volpi, pesci rossi e scarabei. Cinquanta specie animali, rappresentate da altrettanti esseri umani con maschere di cartapesta, per il primo Parlamento delle Specie Viventi — un’assemblea che ha portato nel cuore delle istituzioni una domanda semplice e radicale: chi parla per gli animali quando si decide cosa costruire e dove?
Il progetto
Il formato è una collaborazione tra il Laboratorio di Urbanistica del Politecnico di Milano, il Piccolo Teatro e il Comune, nella scia della mostra Animals in the City alla Fondation Cartier di Parigi, concepita dall’architetto Stefano Boeri e dal designer Andrea Branzi. Le maschere, il canto degli uccelli in sottofondo, i toni a tratti comici. Ma i temi erano tutt’altro che simbolici: un rappresentante dei rondoni ha denunciato la demolizione dello stadio San Siro, dove migliaia di esemplari nidificano; una volpe ha chiesto corridoi verdi al posto di nuovi parcheggi in superficie; il ritorno dei Navigli ha animato un acceso dibattito tra una nutria entusiasta e i piccoli mammiferi terrestri, preoccupati per le nuove barriere urbane.
La biodiversità entra nella pianificazione urbana
“La città è e deve essere sempre più uno spazio capace di accogliere e proteggere il mondo animale. Il nostro spazio è anche il loro spazio”, ha dichiarato Elena Grandi, assessora all’Ambiente del Comune di Milano. Il Parlamento delle Specie Viventi è un tentativo concreto di mettere la biodiversità urbana al centro delle scelte di pianificazione, in linea con quanto la Nature Restoration Law europea chiede agli Stati membri. Il fatto che si faccia con le maschere di cartapesta non lo rende meno serio. Lo rende, forse, più efficace.