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Nel discorso sullo Stato dell’Unione, von der Leyen annuncia la Climate Insurance Alliance. Il bilancio dell’estate 2026: 660 mila ettari bruciati, 12 milioni di tonnellate di raccolti persi, oltre 35 mila decessi in eccesso legati al caldo

Trentacinquemila morti in più, 660mila ettari bruciati, un quarto delle perdite da catastrofi coperto da assicurazioni. Sono questi i numeri con cui la Commissione europea giustifica un piano che rovescia l’impostazione finora seguita sul clima.

Nel discorso sullo Stato dell’Unione del 16 settembre, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito l’estate appena trascorsa “l’estate della verità”, osservando che i mesi più caldi mai registrati “saranno probabilmente ricordati come i più freschi degli anni a venire”. Il bilancio presentato in Aula parla di 660mila ettari di superficie boschiva bruciata, 12 milioni di tonnellate di raccolti agricoli perduti per la siccità e oltre 35 mila decessi aggiuntivi legati alle ondate di calore.

Resilienza climatica, mitigazione o adattamento: il quadro

La Commissione ha annunciato un nuovo quadro europeo per la resilienza climatica che prevede l’individuazione dei 100 territori più vulnerabili del continente, per i quali saranno attivate valutazioni di rischio specifiche e strategie di gestione che coinvolgano istituzioni e comunità locali. L’impianto punta anche a una dimensione industriale con sviluppo di colture resistenti alla siccità, sistemi di raffreddamento efficienti e tecnologie di prevenzione delle alluvioni vengono presentati non solo come strumenti di difesa, ma come segmenti di mercato in cui l’Unione intende collocarsi come fornitore globale di soluzioni.

Il nodo assicurativo e la Climate Insurance Alliance

Il dato più rilevante sul piano finanziario riguarda la copertura assicurativa dei rischi climatici estremi. Secondo von der Leyen, solo il 25% delle perdite provocate da catastrofi naturali è oggi coperto da assicurazioni private, un divario che finisce per trasformare i bilanci pubblici nazionali in assicuratori di ultima istanza. Per colmarlo nasce la Climate Insurance Alliance, pensata per ridurre l’esposizione delle finanze statali a un rischio che, in assenza di un mercato assicurativo privato adeguato, resta sistematicamente scaricato sulla fiscalità generale. Parallelamente, l’Iniziativa Europea per l’Acqua dovrà affrontare la dispersione idrica nelle reti di distribuzione, che la Commissione stima vicina a un quarto del totale.

Il piano presentato a Strasburgo affronta simultaneamente due debolezze che finora l’Unione aveva trattato separatamente: l’impreparazione infrastrutturale sul territorio e la sottocapitalizzazione assicurativa del rischio climatico. Se le due risposte riusciranno a procedere di pari passo, o se la componente finanziaria finirà per scontare gli stessi tempi lunghi già visti per altri strumenti negoziati con gli Stati membri, resta la variabile che determinerà l’efficacia reale dell’annuncio.

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