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La responsabilità estesa del produttore, o EPR, attribuisce a chi immette un prodotto sul mercato responsabilità organizzative e finanziarie anche nella fase successiva al consumo. L’impresa può quindi dover finanziare raccolta, trattamento, riciclo, informazione e gestione dei dati.
Il concetto di produttore non coincide sempre con il fabbricante materiale. A seconda della normativa e del mercato, possono essere coinvolti importatori, distributori, venditori online e aziende che commercializzano prodotti con il proprio marchio.
Cos’è la responsabilità estesa del produttore
La responsabilità estesa del produttore trasferisce una parte dei costi di gestione del fine vita dal sistema pubblico ai soggetti che introducono i prodotti sul mercato. Il principio è previsto dalla Waste Framework Directive europea.
L’obiettivo è incentivare prodotti più durevoli, riparabili e riciclabili, facendo emergere costi che altrimenti rimarrebbero a carico della collettività.
Chi è considerato produttore nei sistemi EPR
La risposta dipende dal flusso di prodotto, dal paese e dal modo in cui il bene viene commercializzato. Può essere produttore chi fabbrica e vende con il proprio marchio, chi importa da un altro paese o chi vende direttamente a consumatori di un mercato nel quale non è stabilito.
Le imprese devono analizzare separatamente ciascun paese e canale. Le vendite online transfrontaliere possono generare obblighi anche senza una sede fisica nel mercato di destinazione.
Quali prodotti sono soggetti all’EPR
I regimi di responsabilità estesa possono riguardare imballaggi, apparecchiature elettriche, batterie, tessili, oli, pneumatici e altri flussi individuati dalla normativa.
Per gli imballaggi il tema si collega direttamente al nuovo regolamento europeo PPWR, che rafforza il rapporto tra progettazione, riciclabilità e gestione del fine vita.
Quali costi genera la responsabilità estesa
I costi possono comprendere:
- contributi ambientali calcolati su peso e materiale;
- registrazione nei sistemi nazionali;
- adesione a consorzi o sistemi collettivi;
- nomina di rappresentanti autorizzati;
- dichiarazioni periodiche;
- raccolta e trattamento dei prodotti;
- audit e controlli sui dati;
- adeguamento dei sistemi informativi.
In alcuni sistemi le tariffe sono modulate in base alle caratteristiche ambientali. Un prodotto più riciclabile può sostenere un contributo diverso rispetto a uno composto da materiali difficili da separare.
Quali dati deve raccogliere l’azienda
Per ogni prodotto servono codice, paese di immissione, quantità, peso, materiali, categoria tariffaria ed eventuali esenzioni. Il dato deve essere riconciliabile con vendite, importazioni e documenti logistici.
Affidarsi a pesi medi non aggiornati può provocare errori rilevanti. È opportuno conservare la fonte di ciascun valore e gestire le modifiche alle confezioni attraverso versioni tracciate.
Come organizzare la compliance EPR
La gestione richiede collaborazione tra packaging, acquisti, logistica, amministrazione, legale e sostenibilità. Un’anagrafica centralizzata consente di evitare ricostruzioni manuali alla fine dell’anno.
È utile creare una matrice che associ prodotti, mercati, soggetto responsabile, sistema EPR, frequenza della dichiarazione e metodo di calcolo. Le procedure devono includere anche le vendite effettuate tramite marketplace.
Domande frequenti sulla responsabilità estesa
EPR significa responsabilità estesa del produttore?
Sì. EPR è l’acronimo inglese di Extended Producer Responsibility.
Chi importa un prodotto è sempre considerato produttore?
Può esserlo quando immette per primo il prodotto in un mercato. La valutazione dipende dalla normativa applicabile.
I contributi EPR sono uguali in tutta Europa?
No. Registrazioni, tariffe, categorie e sistemi possono variare tra paesi e tipologie di prodotto.